La collezione Peggy Guggenheim

Palazzo Venier dei Leoni Guggenheim

Nel 1948 la celebre collezionista, mecenate e gallerista americana Peggy Guggenheim decise di tornare in Europa. Durante la guerra negli Stati Uniti aveva promosso il Surrealismo e l’Astrattismo europei e scoperto e sostenuto Jackson Pollock e i giovani rappresentanti dell’Espressionismo astratto.

Scelse Venezia, la “città straordinaria” che aveva amato fin dalla prima volta che l’aveva vista, quando aveva solo ventisei anni. Anche se Venezia non era paragonabile a una grande capitale, c’era una vivace scena artistica grazie alla Biennale d’Arte e alla presenza di artisti come Vedova e Santomaso.

Proprio Santomaso suggerì, per la riapertura della Biennale nel 1948, di far esporre a Peggy Guggenheim la sua collezione nel padiglione della Grecia, che quell’anno non avrebbe partecipato. I visitatori ebbero modo di scoprire artisti come Gorky, Pollock, Rothko ma anche le opere delle avanguardie europee che in Italia si conoscevano poco o affatto.

Peggy acquistò il settecentesco e incompiuto palazzo Venier dei Leoni, con una splendida terrazza sul Canal Grande e un giardino sul retro. Lo fece restaurare e le opere furono disposte sia nel giardino che nelle stanze.

Anche a Venezia Peggy Guggenheim continuò la sua attività di mecenate e patrocinò artisti come Bacci, Dorazio e Tancredi. Il futuro della collezione era per Peggy uno dei pensieri principali e per mantenerla integra decise di donarla insieme al palazzo alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York. Le ceneri di Peggy, morta nel 1979, si trovano in un angolo del giardino, tra le opere e gli alberi antichi che aveva amato.

La Fondazione Guggenheim negli ultimi decenni ha ampliato gli spazi espositivi, organizza mostre temporanee e ospita i capolavori della Collezione Hennelore B. e Rudolph B. Schulhof.

La casa di Peggy offre uno sguardo straordinario sull’arte del XX secolo, dalle avanguardie del primo Novecento fino agli anni Settanta.